ESSERE PARTE ATTIVA, PROTAGONISTI E NON OSPITI DEL NOSTRO TEMPO!

domenica 22 marzo 2009

Libera la Parola

Il blog si pone l'obiettivo di fornire uno spazio aperto per discutere civilmente di tutto ciò che suscita interesse, che arricchisca le nostre vite e che sia spunto di riflessione oltre che piccolo passo per coltivare la cultura in ciascuno di noi.....
Questo forum è stato creato come luogo di nicchia dove poter discorrere e confrontarsi sui nostri temi più cari, sui problemi e ciò che ci interessa maggiormente, avendo voglia di ridere e divertirsi, ma anche di restare aggiornati e di denunciare le difficoltà; siate curiosi di scoprire e entusiasti nel credere nella libertà d'opinione e di espressione.

Stasera Inaugurazione del Centro Polivalente ALIKIA a Cirò Marina


Alle ore 18.00, in Via Pola a Cirò Marina, verrà tagliato il nastro d'inaugurazione del Centro Polivalente ALIKIA (Teatro), l'amministrazione Comunale e il Sindaco, dott. Nicodemo Parrilla, invita la cittadinanza a partecipare.


CIRO' MARINA - 22 Marzo 2009. Ore 18,00 Taglio del Nastro

Benedizione solenne:
Mons. Antonino Terminelli
Parroco Chiesa San Cataldo - Ciro Marina

Saluti:
- Dott. Nicodemo Parrilla (Sindaco Città di Ciro Marina)
- Sen. On. Nicodemo Filippelli (Past Sindaco Città di Ciro' Marina)
- S.E. Dott. Luigi Varratta (Prefetto di Crotone)
- On. Nicodemo Oliverio

Partecipano:
Arch. Gianni Gentile
Arch. Elio Amelio
Ing. Quintino Ferrara
Ing. Cataldo Marino

Cerimoniere:
Arch. Mario Patanisi

Segue Buffet Ore 21,00

Allieteranno la serata:
Associazione Teatrale e Culturale Krimisa
con "I Gemelli di Krimisa"
liberamente tratto da: "I Menecmi" di T. M. Plauto

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STORIA DEL TEATRO GRECO A KRIMISA
L'antefissa fittile scelta a rappresentare il logo del Centro Polivalente "Alikia", depositata attualmente presso il museo archeologico di Reggio Calabria e rinvenuta da Paolo Orsi durante la campagna scavi condotta al Tempio di Apollo Aleo a Punta Alice nel 1924, raffigura una maschera teatrale.

Prodotta in serie, presenta fronte calva, incorniciata da una parrucchetta a Strophion , con due fiocchi laterali; volto ottuso con accentuazione delle sopracciglia; occhi profondi e naso camuso; boccaccia aperta ed arcuata (cm. 21x30 - 5 esemplari a Reggio Calabria - 1 a Ciro Marina).
Questa e altre antefisse avevano una funzione architettonica e facevano parte integrale della copertura e del coronamento di costruzioni dei secoli IV - III a.C. nell'area del Santuario.
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Nel 1936 a Tarante venne ritrovata una vasca di marmo bianco (Luterion) del IV sec. a.C. riutilizzata in una tomba romana.

Questa vasca di dimensioni (cm. 193 x 116 x 55) reca sopra uno dei
lati lunghi un iscrizione greca incisa con lettere profonde ed accuratamente scolpite, alte mm. 3:



Vi sono buone ragioni per ritenere che il nostro ex voto venisse, in età ellenistico - romano, trasportato - forse per mare - dal Santuario di Punta Alice a Taranto.

Le antefisse a maschera teatrale e il sontuoso dono, dedicato dallo "agonoteta Artemidoro Kritola ad Apollo Aleo" indicherebbero che
nell'area del Santuario di Krimisa dovessero celebrarsi, con ricorrenza delle manifestazioni teatrali e di canto, sotto la direziono di un regolare "agonoteta" (arbitro).

* "Alikia". Borgo bizantino e medioevale, documentato da ritrovamenti archeologici, situato sotto l'altura di Madonna d'Itria, nei pressi della fonte Alice.

domenica 15 marzo 2009

Responsabilità, unità e senso di appartenenza


Tutti, a tutti i livelli di adesione e di responsabilità dirigenziale, dobbiamo sentirci impegnati quotidianamente nel promuovere gli scopi e le finalità del partito, nella consapevolezza e responsabilità di dare le risposte che i cittadini si attendono .
L’unitarietà ad ogni livello , confermando il legame e il riconoscimento delle varie anime e confermando i relativi rapporti di collaborazione e condivisione dei fini e delle attività, unitamente ad un profondo senso di appartenenza al partito, manterranno l’attenzione e la stima della società civile su quanto tutti assieme abbiamo sviluppato e soprattutto su quello che vorremmo sviluppare.
L'appartenenza, appunto, è l'altro punto fondamentale "…dobbiamo essere convinti che appartenere ad un movimento comporta individuare obiettivi comuni e porre regole certe da rispettare tutti e sempre…più le regole saranno condivise più forte sarà il senso di appartenenza, più facile sarà centrare gli obiettivi preposti…"
La responsabilità dei dirigenti è grande, deve essere obiettivo di ciascuno lavorare per avere un Partito Democratico forte, unito e rappresentativo, essere portatori del messaggio di necessità e orgoglio per un forte senso di appartenenza.
Occorre individuare quindi problematiche specifiche da seguire, contando sulla partecipazione di tutta la cittadinanza perché la politica deve essere fatta da persone
vere, che costituiscono un potenziale umano, prima che elettorale.

venerdì 6 marzo 2009

La sfida sui nomi ha stufato al congresso gara di idee

Intervista rilasciata da Francesco Boccia a Curzio Maltese, pubblicata su «La Repubblica» di sabato 28 febbraio.

Francesco Boccia, economista, quarantenne, il tipico anglo-meridionale, nel senso di un cosmopolita nato a Bisceglie, laureato alla Bocconi e con un bel curriculum post universitario fra Londra e gli Stati Uniti.
Una delle migliori teste economiche del centrosinistra. Una pecca calcistica, per alcuni, che confessa subito. «Sono juventino e il giorno di Chelsea-Juve per sbaglio avevo accettato un dibattito in una sezione della periferia romana. Ci sono andato malvolentieri, ma appena arrivato mi s'è aperto il cuore. Una massa di persone. Non vedevo tanta partecipazione da anni. Abbiamo finito di discutere a notte fonda. Ed è così dappertutto in questi giorni, a Roma, a Milano, come a Lecce».

martedì 3 marzo 2009

Facciamo pagare i più ricchi


Enrico Letta ha appena ricevuto una telefonata di Dario Franceschini. Il leader Pd lo ha messo al corrente delle dichiarazioni da Bruxelles di Silvio Berlusconi. «Il premier dice che la nostra proposta non è sostenibile. Eppure hanno appena stanziato otto miliardi in due anni per rimpinguare uno strumento pensato per il mercato del lavoro di trent'anni fa. Ma se anche quelle risorse non bastassero per una riforma, perché Berlusconi non viene in Parlamento con una bozza di riforma delle pensioni? Siamo pronti a discutere di questo, così come siamo favorevoli ad un contributo di solidarietà delle fasce più ricche, dai parlamentari in su».

mercoledì 25 febbraio 2009

Raciti, "Congratulazioni Franceschini, ora sfida vera"


Fausto Raciti (Giovani PD): "La mobilità europea è una priorità dei Giovani Democratici"

Fausto Raciti, Segretario dei GD, raccoglie l'invito rivolto ai giovani democratici da Giacomo Filibeck, Presidente dell'Ecosy, che in un articolo sull'Unità aveva chiesto ai giovani del PD di sostenere la petizione alle istituzioni europee per chiedere maggiore mobilità europea per le giovani generazioni attraverso maggiori risorse rivolte ai programmi di scambio esistenti (Erasmus, European Voluntary Service, ecc.) .

"Credo che i giovani democratici debbano fare la propria parte fino in fondo, rifuggendo le dispute ideologiche.- dichiara Fausto Raciti - In questi mesi di campagna elettorale avvieremo numerose iniziative per promuovere i contenuti che vorremmo fossero al centro dell'azione dei rappresentanti del PD nell'europarlamento. La nostra generazione attende un'Europa in grado di rispondere in maniera concreta alle sfide della modernità e divenire attore globale dei complessi processi che stiamo attraversando."

"Fin dal manifesto fondativo della nostra organizzazione, che nel giorno delle nostre primarie del 21 Novembre è stato sottoscritto da 140.000 ragazzi fra i 14 e i 29 anni, - continua Fausto Raciti- è chiaro che la vocazione europeista sia alla base del nostro agire politico. Per questa ragione raccoglieremo le proposte di iniziative concrete e gli spunti che i due movimenti giovanili di area riformista esistenti in Europa, l'Ecosy, i giovani socialisti europei, e l'YDE, i giovani del partio democratico europeo, ci sottoporranno nei prossimi mesi. Sono convinto che proprio il confronto su temi e contenuti possa essere la chiave per definire la nostra collocazione europea. La mobilità europea è al primo punto dell'azione politica sia dei giovani socialisti europei che dei giovani democratici europei. Noi crediamo che L'Erasmus sia importante ma non basti, tutti i progetti esistenti oggi in Europa si rivolgono infatti a solo 300.000 giovani europei l'anno su 90 milioni. Noi vogliamo un'Europa dei cittadini e non delle elites e per raggiungerla è necessario investire più e meglio sui progetti che possano creare nelle giovani generazioni una comune coscienza europea."

"I Giovani Democratici raccoglieranno firme in tutta Italia con queste finalità dal 14 febbraio alle elezioni europee. – conclude Fausto Raciti - Ci auguriamo che questa campagna elettorale possa essere per noi democratici italiani un'occasione per presentare proposte e iniziative concrete per rilanciare un'agenda europeista. Aspiriamo ad esportare nelle istituzioni europee l'unità delle culture politiche riformiste che noi giovani democratici abbiamo costruito in Italia, finalizzandola al raggiungimento di obiettivi comuni, e non di importare nel nostro paese divisioni spesso ideologiche e non ideali."

GIOVANI: "AI VECCHI SOLO DUE POSTI SU DIECE, NEL PARTITO CI VUOLE LA QUOTA GRIGIA

Il suo slogan potrebbe essere: "Io non sono un autarchico". Quarant'anni, quindici trascorsi in giro per l'Europa, Francia, Inghilterra, Balcani, una lunga esperienza a Bruxelles con Oreja, Prodi e Barroso, prima di tornare in Italia da parlamentare, nelle liste Pd. Sandro Gozi è stato uno dei più critici della linea Veltroni. "Ma non perché sia prodiano o dalemiano o insomma una di quelle etichette là. Semplicemente perché mi ero stufato di fare favori a Berlusconi e a Di Pietro". Che favori ha fatto il Pd a Berlusconi in questi mesi? "Uno grandissimo. Aiutarlo a rimuovere la vera questione, la crisi economica. Berlusconi e le sue tv sono stati abilissimi nell'inventarsi un'emergenza al giorno. I clandestini, gli stupri, le intercettazioni, il testamento biologico. Tutte questioni importanti, per carità. Ma la vera priorità, la crisi, in questo modo è stata cancellata. E noi l'abbiamo inseguito sulla sua falsa agenda". E' passato il messaggio che l'Italia è in qualche modo più al riparo dalla crisi degli altri paesi occidentali. Addirittura all'estero ci invidiano Tremonti. "Siamo riusciti a regalare a Tremonti la fama di gigante del pensiero economico. Grottesco. E' stato ed è un ministro disastroso, a tratti dilettantesco. I suoi libri sono un impasto di vecchi motivi riciclati, come certe canzoni di Sanremo. Viaggia in ritardo perenne. Nel 2003, quando occorreva essere rigorosi, fece saltare i patti di stabilità. Ora che bisognerebbe essere più elastici davanti alla crisi, riscopre il rigore. Il problema è che l'opposizione non se ne accorge neppure". Non c'è stata abbastanza attenzione per l'economia nei vertici del Pd? "Non c'è attenzione per la realtà. E non c'è competenza. Si orecchiano le mode mediatiche, su tutti gli argomenti. Non si studiano i problemi, le polemiche sono superficiali, nominalistiche". Diranno che è la solita tirata del tecnico contro il politico. "I capibastone vanno avanti su queste dicotomie d'altri tempi. Tecnici e politici, politica e società civile. Fesserie di cui si discute ormai soltanto in Italia. La verità è che nessuno di loro mette mai il naso fuori dall'orticello dell'identità di corrente". Ora va molto il conflitto generazionale, vecchi contro giovani. Si pensa alle quote giovanili, oltre a quelle rosa. "Guardi io vorrei proporre la quota grigia, per gli anziani. Si stabilisce che per statuto gli ultracinquantenni con più di due mandati hanno diritto al 20 per cento dei posti. Che è più o meno quanto accade di fatto negli altri partiti riformisti d'Europa". Buona idea. Si potrebbe cominciare dalle liste europee? "Quello è il test vero della segreteria di Franceschini. Ha detto che vuole cambiare e io gli ho creduto. Facciamo una rivoluzione. Alle europee, invece dei soliti ripescati, proviamo a candidare gente competente, che magari conosce anche qualche lingua. Non l'ha mai fatto nessuno, né a destra né a sinistra. Col risultato che in Europa contiamo sempre meno. Secondo me gli elettori del centrosinistra ci premierebbero. Certo, finora i nomi che si sentono vanno nella direzione opposta". Infatti gli elettori del centrosinistra premiano Di Pietro. Perché? "Merito nostro. Mai una scelta netta, un'idea chiara, una parola comprensibile. Ma se tornassimo a fare il nostro mestiere, Di Pietro sparirebbe in pochi mesi". Ne è proprio sicuro? "Sì. E' un Berlusconi rovesciato. Guida un partito personale, è un demagogo, non c'entra nulla con la storia della sinistra, non solo italiana. Non c'entra nulla con nessuna forza riformista presente in Europa. I nostri elettori lo votano per disperazione, non certo per convinzione". Però Di Pietro è anche l'unico che ancora parla di conflitto d'interessi, dell'anticostituzionalità delle leggi sulla giustizia, delle continue interferenze del Vaticano. E' soltanto giustizialismo, estremismo, populismo? "Per nulla. Aver lasciato cadere il conflitto d'interessi è stato un altro errore. Alla fine, perché abbiamo perso in Sardegna, col miglior candidato possibile? Perché Berlusconi ha usato, e bene, le sue tv nazionali contro Soru. Del caso Mills si è parlato nei telegiornali francesi e tedeschi più che in quelli italiani. L'Europa ci guarda con preoccupazione, e tanta. Quanto al tema delle ingerenze della Chiesa, stiamo andando anche lì serenamente verso una deriva autarchica, incomprensibile oltre Chiasso. Ma anche di qua dal confine. In fondo il 70 per cento degli italiani, nel caso Englaro, si è pronunciato contro la visione delle gerarchie ecclesiastiche. Peccato, ancora una volta, non essersene accorti". Franceschini ce la farà? "Se guarda oltre il fumo dei vertici di leader, scoprirà che il partito è pieno di risorse, di giovani e non giovani che hanno una gran voglia di fare politica, quella vera". (Curzio Maltese, Repubblica.it)


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